FRANCO MONARI


LA CASA DEL POETA
THE POET'S HOUSE
(2018 - on going)



Franco Monari - La casa del poeta


Fotografie ispirate agli interni della casa baracca del poeta Valentino Zeichen.

Still life photographs inspired by the house of the poet Valentino Zeichen.







TAK MI DALEKO (MI E' COSI' LONTANO)
Questa serie fotografica ha per tema il forte sentimento di nostalgia, provata da Monari, verso la Polonia e più precisamente verso quel periodo in cui essa era un paese comunista soggetto all’egemonia sovietica. “Ho le mie origini materne in Polonia – dice Monari – e vi ho trascorso lunghi periodi della mia infanzia negli anni ottanta-novanta. Quella che vedo oggi, però, è un Polonia diversa da quella che ho nel mio cuore. Vedo pezzi di lei scomparire e con essi anche frammenti del mio passato”. Lo sviluppo economico in corso, infatti, ha portato rapidamente la Polonia a cancellare il suo passato di Repubblica Popolare di Polonia. I vecchi edifici socialisti stanno lasciando il posto alle nuove tendenze architettoniche; le automobili, le insegne, gli oggetti di uso comune, tutto quello che era tipico di quella Polonia dell’est sta scomparendo. Ma scavando nella propria memoria, Monari rievoca quel periodo storico e, costruendo dei manufatti, da forma ai suoi ricordi per poi fotografare queste nature morte che diventano dei veri e propri paesaggi interiori.

SO FAR AWAY
This photographic series has as its main theme the strong feeling of nostalgia, feels by Monari, towards Poland and more precisely towards that period when Poland was a communist state subject to the Soviet hegemony. "I have my maternal origins in Poland - says Monari - and I have spent long periods of my childhood in the eighties and nineties. What I see today, however, is a different Poland from the one I have in my heart. I see pieces of her disappearing and with them also fragments of my past ". The current economic development, indeed, quickly led Poland to cancel its history as a Polish People's Republic. Old socialist buildings are giving way to new architectural trends; cars, signs, everyday objects, everything that was typical of that Eastern Poland is disappearing. But by digging into his own memory, Monari recalls that historical period and, by constructing artifacts, shapes his memories and then photographs these still lifes that become real inner landscapes.

MAGNITUDO
La notte del 20 maggio e la mattina del 29 maggio 2012 l'Emilia è stata colpita da forti scosse di terremoto che hanno cambiato profondamente il paesaggio ed il tessuto sociale. "Abito nella zona del sisma - spiega Monari -  ma non ho mai voluto fare un reportage fotografico sul terremoto, non fa parte della mia sensibilità. In questi anni mi sono limitato ad osservare e a prendere appunti." A distanza di cinque anni, Monari da forma alle sue osservazioni con la serie Il cielo non importa, una raccolta di still-life dove i vari oggetti fotografati vengono creati direttamente dall'artista utilizzando materiali banali e prosaici (polistirolo, nylon, legno). Le case pericolanti, il paesaggio lacerato, le macerie, i rottami, gli edifici messi in sicurezza, il tutto viene rielaborato attraverso un processo mentale ed emozionale, per poi essere riproposto negli oggetti creati e fotografati da Monari. Non è più, quindi, un porsi di fronte al fatto compiuto, ma una completa partecipazione. Alle immagini plateali e sfrontate, Monari propone una visione poetica, metafisica, invitando lo spettatore ad una riflessione più ampia ed empatica.

MAGNITUDO
On the night of May 20 and the morning of May 29, 2012, two major earthquakes occurred in Emilia (Northern Italy), causing deaths and widespread damage, that have profoundly changed the landscape. "I live in the quake zone - says Monari - but I never wanted to make a photographic reportage about the earthquake, it is an approach far from my sensitivity. In these years I have only observed and took annotations." Five years later, Monari gives shape to his observations with The sky doesn't matter series, a body of still lifes where the various photographed objects are created directly by the artist using banal and prosaic materials (polystyrene, nylon, wood). The Crumbling houses, the injured landscape, rubble, scraps, repaired buildings, everything is rethought through a mental and emotional process, and then re-displayed in the objects created and photographed by Monari. It’s not put in front of the accomplished fact, but a full participation. To the harsh and blatant images, Monari proposes a poetic, metaphysical vision, inviting the spectator to a wider and more emphatic reflection.